Opened Access Case editrici: femminile plurale
Estadísticas
Icon
Exportar a
Autor: Feo, Luca de
Director: Ramírez Almazan, María Dolores
Arriaga Flórez, Mercedes
Departamento: Universidad de Sevilla. Departamento de Filologías Integradas
Fecha: 2012-05-22
Tipo de documento: Tesis Doctoral
Resumen: In Arrivederci piccole donne, di Marcella Serrano, una ragazza sogna di aprire una casa editrice. Il suo modello è quella di un'altra donna: Virginia Woolf. Esiste un modo delle donne di operare nell'editoria così come ne esiste uno di scrivere? Questa la questione che le pagine che seguono provano ad affrontare. Inizieremo fornendo un quadro storico dell'editoria italiana. Il punto di partenza sarà l'anno 1861, quello in cui l'Italia unì i propri confini politici e, con essi, il mercato editoriale. Vedremo quanto, dall'abbattimento delle frontiere interne, è cambiato. Le case editrici hanno raggiunto, oggi, il numero di settemilaseicento. Al loro interno la maggioranza degli impiegati sono donne. Un secolo e mezzo fa la figura dell'editore era assimilata con quella del tipografo. Quanto alle donne, nella Parigi all'avanguardia di allora, il loro accesso alla carriera di tipografo era vietato. Le prime donne che compaiono nella storia dell'editoria sono vedove dei fondatori. Il ...
[Ver más]
Cita: Feo, L.d. (2012). Case editrici: femminile plurale. (Tesis doctoral inédita). Universidad de Sevilla, Sevilla.
Tamaño: 3.031Mb
Formato: PDF

URI: http://hdl.handle.net/11441/53633

Mostrar el registro completo del ítem


Esta obra está bajo una Licencia Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 Internacional

Este registro aparece en las siguientes colecciones